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La società civile dovrebbe essere immensamente grata alla Speleologia che assorbe tutte le energie di potenziali anarchici, schizofrenici e casinisti e risparmia degenze in manicomi e galere.”

Giovanni Lenzi su “70 anni del gruppo speleologico Fiorentino”, 2003.

"Far speleologia è come studiare il greco antico: non serve praticamente a nulla, ma, come diceva Rabelais, un uomo non può definirsi saggio senza conoscerlo. Il greco antico col suo labirinto di aoristi, declinazioni, accenti, e iota sottoscritte è complicato quanto un grande complesso sotterraneo in cui convivono milioni di anni scavati da differenti ruscelli. Risalendo le sue ragioni, il greco antico conduce il paziente studioso alle orgini del pensiero, all'unione di lettere in famiglie di parole, all'ordinamento dei tempi e dei modi per cui fu possibile concepire un discorso, creare un panorama astratto ad uso esclusivo degli occhi della mente che si spinge ben oltre i limiti di quello tangibile, oltre i bisogni del corpo per cui sono sufficienti gesti teatrali ed urla gutturali."

Andrea Gobetti, “L’ombra del tempo”

 

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50° Corso di introduzione alla speleologia - Anno 2011

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